Il 99% delle persone non hanno idea del potenziale della mente umana. In questo blog troverete alcuni semplici consigli per utilizzare il cervello al massimo delle proprie capacità.

sabato 17 luglio 2010

Imparare a mentire

Giusto il mese scorso ho scritto un articolo su questo blog proprio riguardante lo scoprire le bugie e le tecniche basilari da utilizzare quando si sente puzza di bruciato. Ma potremmo anche essere dall'altra parte della barricata, ovvero essere noi quelli che per un motivo o per l'altro abbiamo deciso di dire una bugia (piccola o grande che sia). Non è assolutamente mia intenzione stare a dibattere sull'eticità della cosa, perché so bene che alle volte è meglio mentire piuttosto che dire la verità. Premetto come sempre che se vi trovate di fronte ad un esperto riuscirà comunque a scoprirvi (ma tratterò anche questo aspetto per non lasciarvi totalmente indifesi), anche se quanto dico può bastare per ingannare la maggior parte delle persone.

 
Pinocchio non sarà mai un gran mentitore, ma chi non ha problemi di nasi che si allungano può imparare.

1 - Aderite sempre e comunque alla verità. Perché potete essere bravi quanto volete, ma è veramente molto difficile comportarsi con scioltezza mentre si mente, soprattutto se la vostra vittima designata ha letto il mio articolo su come scoprire le bugie! Quindi fate tutto il possibile per rimanere comunque nell'ambito del vero se non per qualche particolare, o ancora meglio non mentite affatto: basta omettere qualche pezzo della storia per far cambiare completamente di significato quello che raccontate. Ad esempio, se avete un'amante e il marito sospetta di voi non dite di non conoscere assolutamente la donna in questione, piuttosto "ammettente" di essere ottimi amici e raccontate candidamente che vi capita spesso di uscire a cena con lei, magari descrivendo pure nel dettagli quello che fate, ma omettendo la parte più spinta.

2 - La migliore difesa è l'attacco. Se venite messi sotto pressione, sappiate che il vostro "avversario" può avere tutti i sospetti del mondo, ma se vuole la vostra conferma significa che non è ancora sicuro. Se attacca, non abbiate paura e assolutamente non rimanete sulla difensiva con frasi quali "no, non sono stato io, lo giuro, io non  farei mai una cosa del genere": questo è sinonimo di menzogna. Piuttosto contrattaccate: "ma come ti permetti di dire certe cose di me? Pensavo mi conoscessi ormai, invece mi stai trattando come un pezzente!" Ecco, questo è molto più convincente.

3 - Tenete d'occhio il linguaggio non verbale. Rilassatevi, muovetevi, assumete atteggiamenti tranquilli e guardate il vostro interlocutore negli occhi: più in generale, leggete il mio articolo sul linguaggio non verbale nei bugiardi e comportatevi di conseguenza.

4 - Pianificate in anticipo. Non si può certo pianificare tutti i possibili rami di un dialogo, ma sicuramente è opportuno studiare quanto meno il piano iniziale e le varianti principali. Qui vi consiglio di crearvi nella vostra mente un "film" che ripercorre quello che volete far credere di aver fatto: pensate e ripensate più volte, ponete attenzione a tutti gli aspetti, aggiungete particolari secondari (molto importanti), poi ripetetelo all'indietro (ovvero ripensando agli eventi dall'inizio alla fine). In questo modo riuscirete a dare dettagli non richesti in tutta scioltezza.

5 - Parlate lentamente. Per quanto abbiate seguito il punto 4, può capitare che vi troviate di fronte ad una domanda alla quale non sapete rispondere e dovete improvvisare. Se prima avete risposto velocemente e sempre sicuri di voi, questo vi farà probabilmente scoprire. Se invece fin dall'inizio parlate lentamente, con frequenti pause e facendo finta di non ricordarvi bene quello che è successo, allora se dovete improvvisamente rispondere ad un quesito inatteso l'altro non noterà la differenza.

6 - Cercate di cambiare argomento. Sì, una specie di "ritirata strategica" è sempre un'ottima scelta. Quello che dovete fare è trovare un argomento che piace al vostro interlocutore tanto che si scorderà della sua piccola indagine e si metterà a parlare d'altro: non siate voi a proporre nuovi argomenti, altrimenti rischiate di essere scoperti. Ad esempio, se un vostro amico crede di essere stato escluso ad una festa che avete dato a casa vostra, potete dire: "scusami tanto, ma era una festa solo per parenti stretti a amici di famiglia, c'era giusto Giacomo... Senza Marina fra l'altro, visto che pare stiano per divoriziare. Comunque ti prometto che la prossima volta sarai il primo ad essere invitato". Anzitutto Giacomo doveva essere presente e deve effettivamente essere in procinto di divorziare con Marina: ricordate che impilare bugie una sopra l'altra non è mai una buona idea. Visto che il gossip "tira" molto, è probabile che il vostro amico spontaneamente cambi  argomento verso i problemi di coppia di Giacomo e Marina di sua spontanea volontà. Soprattutto se mentre parlate mettete enfasi su quella frase.

 La bocca della verità: non servono poteri magici per diventare infallibili, e queste persone sono il vostro peggior incubo.

7 - Se avete già perso in partenza, non provateci nemmeno. Come ho detto nell'introduzione a volte ci sono quelle persone che fiutano le menzogne ancora prima di iniziare un dialogo, oppure per esigenze di lavoro si trovano ad aver studiato queste cose molto meglio di voi (ad esempio molto psicologi). Se avete la sfortuna di trovaravi di fronte una di esse non iniziate una battaglia persa in partenza, piuttosto confessate per guadagnarvi la sua fiducia; potete omettere qualche dettaglio, ma di certo inventarvi fatti mai successi è assolutamente fuori questione, così come dire un secco "no" quando invece la risposta è sì. A questo punto potete mentire sul futuro ad esempio "non lo farò più", "la prossima volta ci penserò meglio", "hai ragione, smettero con questo mio comportamento" e così via, che sono bugie molto meno riconoscibili. Insomma, la vostra migliore chance è quella di farvi perdonare fingendo di essere pentiti.

Quanto detto qui sopra è largamente sufficiente per ingannari amici e parenti, probabilmente anche il vostro capo, soprattutto se maturate un po' di esperienza sul campo. Attenetevi al vostro piano e scoprirete che dire bugie non è così difficile come si crede, e di certo non ha le conseguenze catastrfiche subite dal povero Pinocchio.

lunedì 21 giugno 2010

L'autoconvincimento per smettere con le cattive abitudini

Avete presente quel libro, diventato famoso un paio di anni fa, che pareva essere miracoloso per coloro che volevano smettere di fumare? Ecco, io no, perché ancora non l'ho letto; colpa mia, dovrò reperirlo a breve. Ho letto però diversi manuali che trattavano di dipendenze e di come si potessero curare senza troppi sforzi né di tipo personale né tanto meno economico. Anzi, vi posso assicurare che basta un po' di forza di volontà e non è così difficile. Per quanto riguarda i vizi prettamente di tipo psicologico la strada è più semplice, mentre per le dipendenze fisiche (come quella da nicotina) la cosa potrebbe farsi più complicata ma di certo non impossibile. Infatti se ci pensate anche la sigaretta è un metodo per scaricare lo stress più che per "rifornirsi" alla quale il corpo è ormai assuefatto, altrimenti un cerotto alla nicotina funzionerebbe ugualmente bene (e riducendo gradualmente il dosaggio smettere sarebbe un gioco da ragazzi); quello che le pubblicità di tali medicamenti si dimenticano però di dire, come accennato sopra, è che il gesto è soprattutto di origine psicologica più che fisica. Quindi smettere di fumare è possibile, e senza cerotti alla nicotina se volete.

La dipendenza da fumo è prima psicologica, e poi fisica.

I passi da seguire sono pochi e semplici, basta che ci crediate. L'atuoconvincimento andrà però aiutato con un sistema di piacere/dolore a breve termine per fare in modo che funzioni al meglio delle sue possibilità.

1 - Carta e penna, e pensate a quello che fate. Già, anche con i computer carta e penna rimangono strumenti ineguagliabili per certe cose. Iniziate a scrivere tutti i motivi del perché volete smettere con il vostro vizio e in che modo esso sta peggiorando la vostra vita; poi, in un'altra colonna, scrivete tutti i vantaggi che avrete nello smettere. Prendetevi dai cinque ai dieci minuti per ciascuna delle due parti, o anche di più se preferite. Poi appendete questa doppia lista sul frigorifero, e leggetela ogni volta che fate colazione dopo esservi svegliati! Se col tempo trovate nuovi elementi, nessuno vi vieta di aggiungerli. Anzi, significa che la terapia stan andando bene.

Mettere le cose "nero su bianco" è un ottimo modo per chiarirsi le idee.

2 - E' difficile? No, non lo è. Il primo errore è credere che il problema sia più grande di quanto effettivamente si presenta nella realtà dei fatti. Il ragionamento del nostro cervello è semplice quanto sbagliato: visto che non riusciamo a smettere da un giorno all'altro e la società ci fa credere di aver bisogno dell'aiuto di specialisti, allora deve essere per forza molto difficile; questo è anche un meccanismo di protezione della mente, in quanto riconoscere la facilità del compito significherebbe anche ammettere che non si riescono a portare a compimento neppure obiettivi semplici. Come ho già detto analizzando il problema dal punto di vista oggettivo la banalità del compito risulta evidente: nessuno sta con il fucile puntato alla vostra tempia obbligandovi a mangiarvi le unghie (allora sì che sarebbe un problema smettere), non è altro che una scelta vostra che fate senza alcuna forzatura esterna.

3 - Non è un processo che richiede mesi. Come conseguenza di quello detto sopra, si pensa che smettere con un'abitudine errata richieda settimane o addirittura mesi. Anche qui il ragionamento è semplice per il cervello: smettere è difficile ed è un'abitunine che mi porto avanti da anni che si è consolidata nel tempo, quindi deve per forza richiedere uno sforzo costante per essere estirpata. Di nuovo sbagliato: non dovete fare altro che prendere una decisione, la decisione di smettere, e come ogni decisione basta una frazione di secondo. Dopo verrà il momento in cui dovrete evitare di ricadere nel vizio, ma quando si smette lo si fa una volta per tutte: un secondo fa lo facevo, adesso ho deciso di non farlo più. Prendete un qualsiasi vostro vizio, non importa quale, e interrompetelo per dieci secondi. E' stato difficile? Certo che no. Adesso basta solo portare quei dieci secondi a dieci anni.

4 - Il cervello memorizza le abitudini in un mese. Questo è un grande limite della mente umana, ma è una bellissima cosa perché se usato bene permette di cambiare comportamenti consolidati in anni in solo quattro settimane. Difatti il nostro cervello è capace di interiorizzare e rendere automatica qualsiasi attività o comportamento dopo trenta giorni; ci mette un po' di più a dimenticare quelle vecchie se non vengono sostituite, ma non è un problema. Basta appunto sostituirle. Cambiate una precedente cattiva abitudine con una nuova e più salutare, e vi sarà molto più facile non ricadere nel vizio.

5 - Datevi ricompense a breve termine. Questo è molto importante, perché potete convincervi del bene supremo delle vostre azioni nel lungo termine, ma se la mente non vede vantaggi nell'immediato allora l'inconscio non capirà il perché delle vostre azioni, e ritornerete alle malsane abitudini. Quindi premiatevi molto e premiatevi spesso. Il primo traguardo può benissimo essere un giorno senza aver fumato, non serve compiere azioni epiche per meritarsi un piccolo piacere. Ad esempio, potete festeggiare il primo giorno senza fumo dopo anni di dipendenza con una bella cena al ristorante. Ovviamente, non premiatevi con un Toscano! ;)

 Un pacco regalo: anche dopo un piccolo sforzo, ve lo meritate assai!

6 - Il dolore è un gran deterrente. Dovete mantenere una rigida condotta morale: le ricompense vanno bene, aiutano a perseverare nello scopo, ma brevi momenti di debolezza sono cronici in questi casi. L'importante è non entrare in una catena del vizio che annullerà tutti i vostri sforzi fatti finora. Per questo è opportuno pensare preventivamente a delle punizioni che vi auto-infliggerete se sgarrate. Non devono per forza essere punizioni fisiche, ma qualsiasi cosa che vi faccia sentire dolore, imbarazzo, insicurezza e via così. Ad esempio, potete decidere di decantare qualche verso a caso della Divina Commedia dal balcone di casa vostra ai passanti. In questo modo, anche se tentati, il deterrente della punizione sarà troppo forte per farvi cedere. Ricordate solo che quando cederete (perchè probabilmente almeno una volta succederà) dovrete essere veloci e inflessibili nell'applicare la punizione, altrimenti rischierete di ricadere nel vizio.

Sei semplici passi come vedete, niente di più. Questa tecnica, così come la maggior parte di quelle che spiego in queste pagine, può essere usata in maniera più ampia rispetto a quanto descritto: aguzzate la mente quindi, e usate l'autoconvincimento per trarre vantaggio da qualsiasi situazione.

venerdì 11 giugno 2010

Sonno polifasico: il metodo Uberman

Già ho parlato qualche settimana fa del sonno polifasico, ovvero un metodo che permette di ridurre le ore di sonno e poter quindi dedicare più tempo alle attività più disparate. Se l'argomento vi stuzzica ma non avete ancora letto in proposito, vi consiglio innanzitutto di leggere il mio precedente articolo. All'epoca parlai del metodo così detto "everyman", ovvero quello che combina un ottimo risparmio di tempo (da tre a quattro ore al giorno) con una discreta flessibilità che non vi costringe a dormire ogni poche ore ad orari prefissati.

 Un grafico del metodo unerman

Se avete provato questo metodo e volete di più, allora uberman è quello che fa per voi. Il metodo, secondo le la maggior parte delle fonti, è stato inventato da Leonardo da Vinci (o comunque è stato lui il primo a metterlo per iscritto) ed è stato il segreto del suo successo. Infatti lui era sì un genio, ma anche per i geni la giornata ha 24 ore; per fare tutto quello che ha fatto lui servirebbe molto più tempo. Ed ecco che viene in aiuto uberman, il quale permette di dormire la bellezza di due ore al giorno.

Lo schema parla chiaro già di per sé senza bisogno di ulteriori spiegazioni: è composto da sei fasi di sonno di breve durata, per l'esattezza di venti minuti l'una. Ma visto che non tutti siamo Leonardo, personalmente consiglio quanto meno di iniziare con trenta minuti (per un totale di sonno di tre ore al giorno) Ciò significa una ogni quattro ore, il che riduce la vostra autonomia fra una dormita e l'altra a sole tre ore e mezzo: è questo il più grande difetto che rende il metodo molto poco applicato nella vita reale, bisognerebbe essere in grado di modificare interamete il proprio stile di vita e anche uscire per una pizza e cinema con gli amici diventa problematico. La rigidità è l'altro grande problema che si combina con quello prima. Per il primo mese è importantissimo dormire ogni quattro ore spaccando il minuto, almeno fino a quando il nostro corpo si sarà abituato. A quel punto è parzialmente possibile ritardare o anticipare di poco una dormita programmata fino a un'ora (rendendo l'autonomia effettiva di quattro ore e mezza), ma il consiglio è sempre quello di farlo il meno possibile.

Insonnia? No, una scelta di vita.

Ognuno ha un periodo di adattamento particolare, ma la maggior parte delle volte già dopo una settimana il vostro corpo sarà abituato ai nuovi ritmi, o quanto meno non li rigetterà in maniera così netta. Infatti per il periodo iniziale vi sentirete sicuramente stanchi soprattutto di prima mattina (ovvero dalle 4 alle 8 circa), visto che comunque state dando uno shock molto forte al vostro organismo abituato alla sua bella notte di sonno. Ma non vi preoccupate, qualsiasi livello di stanchezza proviate sarà del tutto normale e si ridurrà drasticamente al prossimo riposo di 30 minuti. Se proprio non ce la fate per resistere evitate il caffè come la peste (con il metodo uberman i caffè sono vietati, ed è meglio limitare thé di qualsiasi tipo e bevante gassate), e piuttosto impegnatevi in un'attività fisica o che richiede un'elevata attenzione e riflessi (un videogioco d'azione è l'ideale in questo caso). Sono stati riportati sporadici casi limite di persone che hanno sperimentato micro-riposi nei quali si addormentavano a tutti gli effetti per 10-30 secondi, spesso accompagnati da sonnambulismo. Quindi sappiate che se capita anche a voi siete sì sfortunati, ma non certo gli unici: con la dovuta forza di volontà potete continuare l'esperimento. Anzi, se siete curiosi quanto lo sono io, vi interessrà cercare di scoprire i segreti del sonnambulismo in maniera diretta! :)

Il sonnambulismo è diverso dall'immaginario comune, ma può causare comunque forti imbarazzi!

Ma non crediate che non ci siano adeguati vantaggi a compensare i punti negativi, e non si limitano all'avere una giornata con 20 ore di veglia. Anzitutto secondo gli esperimenti la percezione dell'ambiente circostante di un uberman è nettamente superiore a quella degli altri, e i tempi di reazione sono più bassi: se nella vostra lavorativa questi due aspetti rivestono un'importanza fondamentale, allora questo metodo è quello che fa per voi. Non sentirete più quella stanchezza che fa crollare la vostra produttività quando si avvicina la sera: essa è dovuta ad un prolungato stato di veglia e dall'abitudine della mente che quando fa buio è il momento di dormire (nonostante i sabato sera fuori), quindi dopo cena svolgere un lavoro di qualsiasi tipo risulta parecchio difficoltoso. Con uberman questo non succederà perché vi site svegliati solo da poche ore, e l'attenzioen rimane alta per tutto il periodo di veglia. Infine, avrete la soddisfazione di non sepaarre più notte e giorno, o un giorno dall'altro. Non dovete fare l'errore di considerare che uberman è una dormita normale ma più corta con qualche sonnellino in mezzo, perché non è affatto così. E' un qualcosa di totalmente diverso, e gli stessi concetti di giorno e notte si ridurranno ad un mero "devo tenere la luce accesa o spenta, posso chiamare i miei amici o devo aspettare altre quattro ore).

Fra le altre cose, adesso potrete tranquillamente vedere l'alba tutti i giorni.

Una volta abituati, il vostro più grande problema è la noia. Difatti rispetto ad un sonno normale l'uberman vi farà guadagnare ben sei ore al giorno, e ammettendo che per la metà di esse lavoriate, vi ritroverete tre ore al giorno delle quali non sapete che fare. E' difatti uno dei prerequisiti per di questo metodo: dovete avere obiettivi chiari e progetti per riempire il tempo, altrimenti abbandonerete subito. Ad esempio, io mi sono messo a scrivere questo blog! Inoltre non sarà più un problema alzarvi presto se dovete fare qualcosa di particolare, seplicemente perché presto e tardi in questo caso perdono completamente di significato.

Con questo ho finito. Personalmente dopo tre settimane di uberman sono tornato al più permissivo everyman: sta quindi a oguno di voi di decidere cosa fare, se preferisce una veglia molto prolungata o una maggiore flessibilità. Quello che è certo è che qualsiasi cosa facciate, il sonno polifasico è la risposta al problema del poco tempo a disposizione.

venerdì 4 giugno 2010

Scoprire le bugie con il linguaggio del corpo

 Così come avevo anticipato sulla pagina di facebook, "trucchi per sfruttare la mente" non implica necessariamente che la mente ad essere sfruttata sia la nostra. Anzi, con questo post inauguro una serie di interventi che hanno come scopo quello di migliorare in qualche modo la relazione con gli altri. Inizierò con quello che è stato il primo argomento al quale mi sono interessato, ovvero scoprire le bugie. Di metodi ce ne sono veramente tanti, dai più semplici ai più complessi, e per questa volta mi limiterò a quello che richiede solo un po' di attenzione: lo studio del linguaggio non verbale.

Si può mentire con le parole, ma non con il corpo.

Anzitutto, un po' di sana teoria. Visto che non siamo in un corso di qualche servizio segreto internazionale non mi metterò a snocciolare tecniche complicatissime e infallibili, ma mi limiterò ad una serie di principi basilari che  altro non denotano che frustrazione, tensione o paura. Questo significa che il linguaggio non verbale esposto qui sotto funzionerà al meglio quando il bugiardo sa di rischiare molto se viene scoperto a mentire, quindi perderà di efficacia se la bugia è detta a cuor leggero. In tal caso serve andare più a fondo, e ne parlerò in futuro. Fate attenzione però: per quanto la maggior parte delle volte siano giusti, questi non sono che indizi. Quindi aspettate di averne raccolti almeno tre o quattro prima di dare un giudizio. Bando alle ciancie, ecco a voi i segreti del mestiere.

Pinocchio è l'estremizzazione di come il linguaggio verbale possa essere usato per scoprire le bugie.

 1 - Guardare gli occhi. Spesso si sente dire che gli occhio sono lo specchio dell'anima: mai niente fu così giusto. Più precisamente, guardate dove vanno mentre il vostro interlocutore sta parlando: in alto a sinistra indicano che sta cercando di ricordare, in alto a destra che sta inventando. Logicamente, se qualcuno sta inventando qualcosa quando gli si chiede di raccontare un evento passato, significa che probabilmente mente. Attenzione però: se qualcuno è mancino il movimento dei suoi occhio è invertito rispetto a quanto appena detto.

2 - Il tono di voce è più basso. Questo presuppone naturalmente che conosciate già la persona con cui parlate. Un tono di voce più basso o "rauco" indica tensione, cosa che non dovrebbe esserci sta uno sta dicendo la verità.

3 - Schiarirsi la voce. La gola secca è indice di tensione, e questo spesso causa al bugiardo la necessità di schiarirsi spesso la voce. Di contro, bagnarsi le labbra ha un significato opposto.


4 - Non guardare mai negli occhi. Di solito chi mente non guarda mai negli occhi l'interlocutore, quasi come se il contatto visivo permettesse di sapere la verità. Da qui la famosa frase "se dici la verità, guardami negli occhi". Attenzione: alcune persone non guardano gli altri negli occhi per carattere, non perché stanno mentendo.


5 - Pensare troppo a lungo. Secondo studi recenti, mentire è un'attività estremamente faticosa per il cervello, questo significa che fra una frase e l'altra deve prendersi qualche secondo per elaborare le informazioni. Se quindi qualcuno pensa troppo prima di dire qualcosa, state allerta. Per sfruttare ancora meglio questa debolezza, chiedete dei dettagli particolari o di raccontare la storia in ordine cronologico inverso (ovvero dall'evento più recente a quello più antico). Attenzione: alcune persone si prendono tanto tempo per parlare, questo metodo va bene se sapete che l'interlocutore di natura parla velocemente.


6 - Gesticolare poco o in ritardo. All'estero gli italiani hanno la reputazione di "parlare con le mani": questo è quasi sempre vero, e noi lo possiamo sfruttare. Come detto sopra mentire drena tutta l'attività mentale, quindi se uno tenta di gesticolare lo farà maldestramente e "in ritardo" rispetto a quello che dice; oppure non lo farà proprio. Se chi abbiamo davanti è di solito uno che muove le mani anche troppo, fate attenzione a questo particolare.


7 - Tirare indietro il busto. In generale, qualsiasi genere di allontanamento fisico da voi può essere visto come un segno di tensione. Solitamente, quando aumentate la pressione su qualcuno che sta già mentendo, tenderà a portare indietro il busto (una specie di fuga metaforica).


8 - Frapporre oggetti fra lui e voi. Chi mente cerca istintivamente di creare una barriera difensiva, e quindi tenderà a prendere oggetti dall'ambiente circostante e a posizionarli fra loro e voi. Come potete immaginare, un comportamento opposto denota un particolare interesse verso la discussione in corso.


9 - Risate isteriche. Beh, come dice il nome, indicano tensione. Se riuscite a distinguere una risata genuina da quella così detta "isterica", sarete già a buon punto.


10 - Grattarsi il naso. Mentire aumenta la tensione, che a sua volta aumenta la pressione sanguigna. Questo provoca spesso uno sgradevole prurito al naso.


11 - Piedi verso l'uscita. Se i piedi dell'interlocutore sono rivolti in maniera innaturale verso una porta o una finestra (anche figurata), allora significa che sta cercando di andarsene perché infastidito dalla conversazione.

12 - Aggiungere dettagli poco alla volta. Ci sono persone che raccontano una situazione fin nei minimi particolari, altri che invece preferiscono parlare più in generale e aggiungere dettagli solo se richiesti. Ma non esistono al naturale persone che danno dettagli "a singhiozzo", ovvero snocciolandoli poco alla volta man mano che se ne inventano di nuovi. Questo significa che stanno cercando di convincervi ampliando la storia.

 Non serve essere James Bond per saper smascherare un bugiardo.

E con questo, anche per oggi abbiamo finito. Vi ricordo ancora una volta che questi sono indizi e vanno presi come tali, non valutate male una persona se vedete solo uno di essi!

Ricordate che per gestire al meglio lo studio del linguaggio non verbale vi servirà parecchia esperienza: è di certo il metodo più sicuro e che non richiede di saper parlare, ma non è affatto immediato. Personalmente consiglio di iniziare ad allenarsi osservando persone che parlano con un terzo e non con voi, in questo modo potrete concentrarvi sul linguaggio non verbale senza dover nel contempo intrattenere una conversazione. Poi, con il tempo, imparate a fare entrambe insieme.

Non mi resta che augurarvi buona fortuna!

lunedì 24 maggio 2010

Addormentarsi velocemente

La società moderna è veramente una bella cosa: negli ultimi 100 anni la qualità oggettiva della vita si è impennata a dismisura grazie alla tecnologia e alle invenzioni dell'ultimo secolo, ma una in particolare non è proprio il massimo: i ritmi. Molto, troppo veloci, che causano spesso veramente moltissimo stress.

Lo stress può causare vari problemi, e per questo è necessario imparare a controllarlo.

Quest'oggi parlerò di come addormentarsi più velocemente. Questi consigli saranno di grandissimo aiuto per chi soffre di insonnia anche lieve, ma tutti quelli che praticano il sonno monofasico (ovvero dormono di notte e stanno svegli di giorno) potranno beneficiarne. Per una migliore esposizione elencherò prima i consigli che vanno applicati prima di andare a dormire, per seguire una specie di ordine cronologico.

1 - Evitate l'esercizio fisico. Durante le 3 ore precedenti il sonno, è consigliabile cercare di rilassarsi o comunque evitare sforzi fisici troppo intensi. Come potete immaginare durante l'attività motoria il corpo velocizza il suo metabolismo, ovvero il contrario di quello che deve fare per dormire.

2 - Evitate lo stress. Già, è più facile a dirsi che a farsi! Ma qualsiasi attività mentalmente poco rilassante è da evitare. Qundi la sera è il caso di non parlare di politica!

3 - Fate qualcosa di noioso. Se siete impegnati in qualcosa che vi piace o trovare divertente, difficilmente sarete nello stato adatto per addormentarvi entro pochi minuti. Se invece fate compiti ripetitivi, la noia farà sporaggiungere il sonno.

4 - Un bagno è l'ideale. Come vuole il luogo comune, è una cosa molto rilassante. Evitate invece la doccia, che ha l'effetto opposto.

5 - Niente caffè. Almeno per tre ore prima di dormire, meglio quattro. Dite di essere immuni ai suoi effetti? Buon per voi: evitatelo lo stesso.

Prepararsi a dormire può sembrare strano, ma è certamente molto utile.

6- Usate la camera da letto solo per dormire. Spostate qualsiasi altra attività al di fuori delle quattro mura della stanza: in questo modo il cervello ci metterà poco a capire che quando si entra, lo si fa per dormire. Ed entrerà subito nello stato più adatto. Se per diverse ragioni non vi è possibile farlo, quanto meno salvate il salvabile ed evitate assolutamente di usare il letto.

7 - Il silenzio è d'oro! Così come recita il proverbio, una stanza completamente silenzionsa è la chiave per dormire bene. Anche se siete abituati ad un certo tipo di rumore, è meglio eliminarlo. Se proprio soffrite di insonnia grave dovreste seriamente pensare ad insonorizzare la stanza dalle fonti sonore esterne con dei pannelli fonoassorbenti, oppure comprare un emettitore di onde sonore "bianche": è un semplice strumento che emette dei suoni che distraggono la mente conscia dalle altre fonti sonore, aiutandovi a dormire. In Italia non sono molto diffusi, ma all'estero si trovano a partire da 60€ circa.
Se invece  c'è un suono che vi è assoultamente necessario per dormire, allora per il vostro benessere è imperativo eliminarlo il prima possibile. E poi pensateci: se dovete dormire in hotel o da qualche altra parte, come fareste?

8 - L'oscurità è importante. La luce stimola il nervo ottico, il nervo ottico invia impulsi al cervello, il cervello elabora gli impulsi. Sono tutte attività che di certo non fanno bene al rilassamento, quindi l'oscurità più totale deve essere un vostro obiettivo.

9 - Un buon materasso fa la differenza. E' normale non riuscire a dormire bene se il materasso non è di vostro gradimento. Se è troppo vecchio o malandato cambiatelo, stessa cosa (naturalmente) se vi sentite scomodi o avete dei dolori alla schiena la mattina successiva; stessa cosa vale per il cuscino: non deve essere troppo alto né troppo basso, e meglio se abbastanza duro (così come il materasso - certo non così duro da essere scomodo). Non serviranno le tanto pubblicizzate "doghe in legno piegate a vapore", ma un acquisto ponderato saranno sicuramente un investimento molto utile.

 Quest'uomo non ha certamente probemi di insonnia.

10 - Rilassate la mandibola. Se ci pensate, il muscolo della mandibola è sempre in tensione per combattere la gravità e tenere la bocca chiusa. Rilassatela aprendo leggermente la bocca, molte persone riescono a rilassasrsi più velocemente così. Lo stesso vale, naturalmente, per tutti gli altri muscoli del corpo.

11 - Non contate le pecore. Lo dice la nonna, ma è una cosa sbagliatissima da fare: fa passare il tempo più velocemente quindi può sembrare di addormentarsi prima, ma contare è un'attività parecchio difficile per il cervello che di certo non lo aiuterà nel compito.

12 - Alzatevi sempre alla stessa ora. Anche durante le ferie o nei fine settimana, se avete problemi riguardanti il sonno non cedete alla tentazione di dormire più a lungo solo perché potete. Il vostro orologio biologico ha evidentemente bisogno di stabilità, e svegliarsi sempre alla stessa ora vi permetterà di acquistare una certa regolarità in poco tempo.

13 - Andate a dormire quando siete stanchi. Non prima e nemmeno dopo. Se seguite anche il consiglio numero 12 qui sopra, presto troverete il vostro ritmo e scoprirete anche quante ore il vostro coropo ha bisogno di dormire.

14 - Se proprio non ce la fate, è inutile provare. Se state per mezz'ora nel letto e ancora il sonno non sopraggiunge, è inutile tentare ancora. Alzatevi e fate qualcos'altro: leggete un libro o una rivista, guardate la TV, dedicatevi al vostro hobby preferito, e dopo un po' di tempo tornate a letto. Come detto prima, evitate qualsiasi attività fisica.

Quando si dice dormire come un bambino...

Quattordici consigli: alcuni probabilmente già li sapete, altri no. Come ho detto sono pensati soprattutto per chi ha delle difficoltà in questo settore, ma se volete comunque provarli spero vi possano risultare utili!

mercoledì 19 maggio 2010

Memorizzazione a lungo termine

Ho già parlato, giusto un paio di messaggi fa, della lettura veloce: visto il periodo di esami per molti studenti universitari (fra cui anche il sottoscritto) voglio ritornare sull'argomento studio per trattare un'altra tecnica che aiutaerà molto tutti gli studenti e non solo: i principi della memorizzazione a lungo termine.

 Memorizzare a comando: non è un'utopia.

Sì, perché il cervello ha un metodo tutto suo per ricordare le cose, e una volta compreso si può "bypassare" la selezione automatica che fa e obbligarlo a memorizzare i dati che interessano a noi. O per essere più precisi, questo è un sistema per suggerire al nostro cervello quali sono i dati da tenere.

Come tutti sanno, per memorizzare qualcosa non bisogna fare altro che ripeterla all'inverosimile. Ok, funziona, ma è il metodo più efficace? No, a dire la verità non è altro che una perdita di tempo. Ripassare è sì la strada maestra per memorizzare a lungo termine qualsiasi tipo di informazione, ma sappiate che ripetere qualcosa più del numero strettamente indispensabile di volte è praticamente inutile. Quindi ecco cosa farò adesso: vi suggerirò una tabella temporale da seguire per ridurre al minimo le ripetizioni necessarie per imparare un concetto anche complesso, senza però dimenticarlo.

Il tempo non si può rallentare, ma ottimizzarlo produrrà lo stesso effetto.

Iniziamo dal presupposto che vi siate già applicati: avete appena finito di studiare un dato capitolo di un dato libro e lo sapete perfettamente, ora non vi resta altro che tenerlo in mente per quella settimana (o mese, o sei mesi) che vi separano dall'esame. Il tutto, come detto sopra, sprecando il minor tempo possibile.

1 - Dopo lo studio iniziale, la mente classifica le informazioni come "probabilmente inutili" e per questo le mette nella memoria a breve termine. Ma visto che ci avete comunque dedicato del tempo, non andrà in quella che io definisco "memoria a termine immediato", della durata di pochi secondi, bensì in quella breve-media: il cervello ne farà piazza pulita in quindici minuti circa. Ma allo stesso tempo, se ripassate subito dopo aver studiato la mente non dovrà andare a prendere le informazioni nella memoria (perché sono fin troppo fresche) e lo sforzo sarà inutile. Quindi andate a rilassarvi per dieci minuti circa, e solo allora riprendete in mano la materia. Perfetto, adesso ripassate e farete capire al cervello che quelle informazioni meritano di essere ricordate: non sono ancora fissate a lungo termine, ma quanto meno è abbastanza per passare la notte.

2 - Il giorno dopo, la mente classifica le informazioni come "potenzialmente utili" e le mette nella memoria a medio termine. Ma sa anche fin troppo bene che molto spesso non serve ricordare qualcosa per più di un giorno, quindi memorizzarle già a lungo termine sarebbe uno spreco di energie. Se dopo 24 ore si ripassa nuovamente l'argomento, allora il cervello comincerà veramente a pensare che sono cose che vale la pena ricordare. Ma opterà ancora per una soluzione intermedia: saranno ancora nemma memoria a medio termine, ma verranno ricordate per una settimana.

3 - Dopo una settimana, la mente è preparata a far entrare le cose nella memoria a lungo termine, le informazioni sono classificate come "probabilmente utili". Eseguite la stoccata finale dopo 7 giorni, ed ecco fatto: avete ripassato solamente tre volte e quello che sapevate all'inizio è entrato tale e quale nella memoria a lungo termine. Questo potrebbe bastare per la maggior parte delle persone, ma volendo si può ancora fissare le informazioni: sono infatti nuove fra i ricordi a lungo termine, e non ci sono ancora abbastanza collegamento neuronali per renderle stabili a vita. Per questo cominceranno a svanire dopo un mese circa.

4 - Ripassate dopo un mese, e i collegamenti neuronali per quelle informazioni triplicheranno. A livello celebrale la cosa è decisamente più complessa, ma il succo è questo: adesso le informazioni verranno ricordate pe ben tre mesi. Non vi basta? Un ultimo ripasso alla scadenza prefissata di novanta giorni e con tutta probabilità quello che avete studiato ve lo ricorderete per sempre. E tutto questo avendo ripassato in totale cinque volte: molto meno del numero di ripassi che gli studenti solitamente fanno prima di un esame!

Ottimizzare l'indicizzazione delle informazioni: c'è chi ci ha costruito un impero economico.

E anche per oggi, abbiamo finito. Utilizzando questo metodo insieme alla memorizzazione per visualizzazione mentale e alla lettura veloce, non avete nemmeno idea di quanto velocizzerete lo studio di qualsiasi cosa! Ma ricordate che questo non è che un passo verso la scoperta dei poteri della mente: altre tecniche più avanzate seguiranno, sempre comunque alla ricerca di un miglioramento personale costante e duraturo.

sabato 15 maggio 2010

Dormire di meno: il sonno polifasico

Sono veramente tante le persone che per un motivo o per l'altro sono veramente impegnate per tutta la durata del giorno, e difficilmente riescono a trovare del tempo per rilassarsi e praticare i propri hobby. Purtroppo, come si dice iin giro, è questo il ritmo della vita nel XXI secolo. Bisogna quindi cercare di ingegnarsi per trovare delle soluzioni alternative al problema della mancanza del tempo.

Il troppo stress di certo non fa bene alla salute.

Basta pensarci un attimo per intravedere la soluzione del problema: qual è l'attività non produttiva che ci porta via la maggior parte del tempo? Esatto, è proprio il sonno! In media la quantità ideale di riposo per una persona adulta è di otto ore (anche se non è un dato fisso, oscilla fra le sei e le dieci ore a seconda delle persone), veramente tantissimo se ci pensate: ben un terzo dell'intera giornata. Ma come riuscire a dormire di meno senza poi essere in deficit di sonno? La risposta è: il metodo polifasico!

Attività mentale durante una notte di riposo di otto ore circa.

Qui sopra potete vedere un grafico che mostra l'attività celebrale durante un sonno di tipo normale. Si divide in sostanza in tre parti: sonno leggero (stadio 1 e 2), sonno profondo (stadio 3 e 4) e infine fase REM. Ora, ecco un segreto: secondo degli studi scientifici, al cervello umano serve solo la fase REM per risposare, ovvero nel grafigo quella con le tacche più basse. Tutte le altre fasi sono assolutamente inutili, una perdita di tempo. Quindi il concetto è semplice: il sonno polifasico serve per indurre il cervello a favorire la fase REM a discapito di tutte le altre.

Questo si può fare semplicemente sfruttando la grande capacità della nostra mente di adattarsi a condizioni diverse: se togliamo ore di sonno forzatamente, l'adattamento sarà istantaneo. Il problema è che la "memoria" interna del cervello non funziona così a lungo raggio, e dormire cinque ore invece che otto ore non cambierà il ciclo del sonno: non faremo altro che sentirci più stanchi.

Quello che invece serve è ridurre al minimo indispensabile la fase di sonno: venti minuti. Se il cervello sa di dover dormire così poco allora farà iniziare la fase REM appena addormentati, e noi intelligentemente punteremo la sveglia proprio quando essa finirà (la sua durata non è mai superiore ai quindici minuti). Con questo metodo, in soli venti minuti vi sarete riposati come l'equivalente di un'ora e mezza di sonno normale! Ma come avrete immaginato, questo vi costringerà a dormire più volte durante il giorno. Ci sono varie tecniche che spiegerò nei post futuri, ma per ora mi limiterò ad illustrare quella che uso io: la così detta Everyman.

Dormire con il metodo "Everyman".

Come si può facilmente intuire dal grafico, si tratta in sostanza di dividere il sonno in quattro fasi equidistanziate: una parte principale della durata di tre ore più altre tre da venti minuti. Generalmente viene suggerito di dormire dall'1alle 4 di notte, e i tre riposini alle 9 di mattina, 3 di pomeriggio e 9 di sera. Sentitevi liberi di modificare a piacimento questi orari, ma ricordate di tenerli sempre equdistanziati (al massimo potete anticipare o ritardare una singola fase di sonno di un'ora). Il corpo umano ci mette circa due settimane ad abituarsi al nuovo metodo: durante questo primo periodo potrete sentirvi leggermente più stanchi del solito, ma non è nulla di insopportabile. Se quando vi alzate alle 4 di mattina siete troppo stanchi per fare qualsiasi cosa, allora significa che il vostro ciclo è un po' diverso. Nessun problema, aggiungete mezz'ora di sonno (quindi o andate a dormire a mezzanotte e mezza, o vi alzate alle quattro e mezza) e la stanchezza scomparirà.

Personalmente dormo da mezzanotte e mezza alle 4, e riposo alle 8:30, 14:30 e 20:30. Sono felicissimo di questo metodo e mi permette di dedicarmi molto di più alle mie passioni. Inoltre, essere il primo ad entrare nel panificio quando apre ogni giorno non ha prezzo! :)

Il metodo everyman è stato creato per essere accessibile: non è il più efficace di tutti, ma le tre ore notturne permettono di ridurre al minimo i minuti di sonno durante il giorno. Inoltre, questo rende la tecnica parecchio più flessibile delle altre. Se voi siete fra i pochi fortunati che possono adattare la vita alle loro esigenze, continuate a seguire il blog: in futuro vi parlerò del metodo che usava Leonardo da Vinci per dormire solo due ore al giorno!