Il 99% delle persone non hanno idea del potenziale della mente umana. In questo blog troverete alcuni semplici consigli per utilizzare il cervello al massimo delle proprie capacità.
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domenica 26 settembre 2010

il sogno lucido: come controllare i sogni

In un post precedente avevo già parlato dell'esperienza extracorporea (altrimenti detta OBE) e di un ottimo metodo per indurla. Come detto precedentemente in sostanza non si tratta che di un sogno lucido: ci si rende conto di essere in un sogno, quindi si riesce a controllarlo in tutti i suoi aspetti. Una delle cose più semplici e divertenti da fare è volare, ma non è affatto l'unica. Inoltre, il sogno lucido viene felicemente usato come terapia medica in caso di soggetti che abbiano frequenti incubi notturni: se si riconosce di essere in un incubo non ci vorrà molto a trasformarlo in un bellissimo sogno.

L'incubo ricorrente è una condizione terapeutica che può essere curata con il sogno lucido

Avete visto il film Inception con Leonardo di Caprio? Un bel film, non c'è che dire, e si focalizza su delle persone che entrano nei sogni altrui per modificare il loro carattere o estrapolare loro informazioni. Spesso capita però che queste persone non sappiano più se si trovano nella realtà o nel sogno: per questo ognuno di loro ha un "totem", ovvero una test che permetta loro di stabilire se ci si trova nella realtà oppure no. Il protagonista, per esempio, fa girare una trottola: se dopo un po' si ferma si trova nella realtà, se continua a girare in eterno allora è senza dubbio un sogno.

Inception: un film sui sogni

Il film mischia elementi effettivamente presenti nelle teorie scientifiche sul sogno ed altri inventati di sana pianta per rendere il tutto più spettacolare, ma il passaggio che vi ho descritto qui sopra è forse la cosa più azzeccata dell'intera produzione: per sapere se siete in un sogno dovete fare un test (anzi, più di uno). Il problema è che portarsi appresso una trottola non è molto pratico, e l'azione di farla girare e aspettare il responso è decisamente troppo complicata per poter essere usata efficacemente. Quindi tenete a mente alcuni test molto più semplici: trattenere il respiro (impossibile in un sogno), perforare il palmo della mano con un dito dell'altra mano, contare il numero di dita sempre della vostra mano, leggere due volte lo stesso testo e vedere se dalla prima alla seconda lettura esso è cambiato.

Durante un sogno capita spesso di avere quattro o sei dita

Bene, questi i test (detti "test della realtà") che se fatti in un sogno daranno un risultato diverso da quello che ci si può aspettare nella realtà: a questo punto acquisterete conoscenza di quello che sta avvenendo e non avrete problemi a controllarlo. Ma come è possibile ricordarsi di farlo proprio quando si sogna? Già, perché durante il sogno noi crediamo di essere nella realtà, quindi senza un metodo si torna al punto di prima.

La riposta è semplice: fate in modo che almeno due di questi test diventino un'abitudine quando siete svegli. Dove per "abitudine" si intende almeno una decina di volte al giorno in momenti casuali, in particolare quando succede qualcosa che esula dall'ordinario. Se avete problemi di incubi, fatelo ogni volta che vi sentite agitati anche solo leggermente. Dopo una settimana circa, vi assicuro che vi ricorderete di farlo anche durante un sogno.

Non dimentichiamo che quest'esperienza può essere anche estremamente divertente: cosa fare quindi per ricordare tutti i sogni che si fanno? Saprete forse che si sogna sempre, ma raramente si ricordano le proprie esperienze eteree; è inutile fare un sogno lucido se poi ci si dimentica tutto appena svegli. Come già detto nel capitolo sulle esperienze extracorporee, tenete carta e penna vicino al vostro letto e scrivete quello che sognate appena svegliati. Non perdete tempo ad alzarvi e andare alla scrivania: tempo 10-15 secondi e la metà dei ricordi saranno già svaniti. Scrivete di getto anche se non ricordate bene tutto all'inizio (è normale) né cercate di seguire l'ordine temporale degli avvenimenti, mettete su carta la prima cosa che vi viene in mente. In questo modo, riuscirete a ricordare una decina di sogni a settimana (si fa più di un sogno a notte) nell'arco di due mesi di esercizio.

E voi, cosa ne pensate del sogno lucido? Ne avevate mai sentito parlare? Avete intenzione di usarlo in futuro?

venerdì 11 giugno 2010

Sonno polifasico: il metodo Uberman

Già ho parlato qualche settimana fa del sonno polifasico, ovvero un metodo che permette di ridurre le ore di sonno e poter quindi dedicare più tempo alle attività più disparate. Se l'argomento vi stuzzica ma non avete ancora letto in proposito, vi consiglio innanzitutto di leggere il mio precedente articolo. All'epoca parlai del metodo così detto "everyman", ovvero quello che combina un ottimo risparmio di tempo (da tre a quattro ore al giorno) con una discreta flessibilità che non vi costringe a dormire ogni poche ore ad orari prefissati.

 Un grafico del metodo unerman

Se avete provato questo metodo e volete di più, allora uberman è quello che fa per voi. Il metodo, secondo le la maggior parte delle fonti, è stato inventato da Leonardo da Vinci (o comunque è stato lui il primo a metterlo per iscritto) ed è stato il segreto del suo successo. Infatti lui era sì un genio, ma anche per i geni la giornata ha 24 ore; per fare tutto quello che ha fatto lui servirebbe molto più tempo. Ed ecco che viene in aiuto uberman, il quale permette di dormire la bellezza di due ore al giorno.

Lo schema parla chiaro già di per sé senza bisogno di ulteriori spiegazioni: è composto da sei fasi di sonno di breve durata, per l'esattezza di venti minuti l'una. Ma visto che non tutti siamo Leonardo, personalmente consiglio quanto meno di iniziare con trenta minuti (per un totale di sonno di tre ore al giorno) Ciò significa una ogni quattro ore, il che riduce la vostra autonomia fra una dormita e l'altra a sole tre ore e mezzo: è questo il più grande difetto che rende il metodo molto poco applicato nella vita reale, bisognerebbe essere in grado di modificare interamete il proprio stile di vita e anche uscire per una pizza e cinema con gli amici diventa problematico. La rigidità è l'altro grande problema che si combina con quello prima. Per il primo mese è importantissimo dormire ogni quattro ore spaccando il minuto, almeno fino a quando il nostro corpo si sarà abituato. A quel punto è parzialmente possibile ritardare o anticipare di poco una dormita programmata fino a un'ora (rendendo l'autonomia effettiva di quattro ore e mezza), ma il consiglio è sempre quello di farlo il meno possibile.

Insonnia? No, una scelta di vita.

Ognuno ha un periodo di adattamento particolare, ma la maggior parte delle volte già dopo una settimana il vostro corpo sarà abituato ai nuovi ritmi, o quanto meno non li rigetterà in maniera così netta. Infatti per il periodo iniziale vi sentirete sicuramente stanchi soprattutto di prima mattina (ovvero dalle 4 alle 8 circa), visto che comunque state dando uno shock molto forte al vostro organismo abituato alla sua bella notte di sonno. Ma non vi preoccupate, qualsiasi livello di stanchezza proviate sarà del tutto normale e si ridurrà drasticamente al prossimo riposo di 30 minuti. Se proprio non ce la fate per resistere evitate il caffè come la peste (con il metodo uberman i caffè sono vietati, ed è meglio limitare thé di qualsiasi tipo e bevante gassate), e piuttosto impegnatevi in un'attività fisica o che richiede un'elevata attenzione e riflessi (un videogioco d'azione è l'ideale in questo caso). Sono stati riportati sporadici casi limite di persone che hanno sperimentato micro-riposi nei quali si addormentavano a tutti gli effetti per 10-30 secondi, spesso accompagnati da sonnambulismo. Quindi sappiate che se capita anche a voi siete sì sfortunati, ma non certo gli unici: con la dovuta forza di volontà potete continuare l'esperimento. Anzi, se siete curiosi quanto lo sono io, vi interessrà cercare di scoprire i segreti del sonnambulismo in maniera diretta! :)

Il sonnambulismo è diverso dall'immaginario comune, ma può causare comunque forti imbarazzi!

Ma non crediate che non ci siano adeguati vantaggi a compensare i punti negativi, e non si limitano all'avere una giornata con 20 ore di veglia. Anzitutto secondo gli esperimenti la percezione dell'ambiente circostante di un uberman è nettamente superiore a quella degli altri, e i tempi di reazione sono più bassi: se nella vostra lavorativa questi due aspetti rivestono un'importanza fondamentale, allora questo metodo è quello che fa per voi. Non sentirete più quella stanchezza che fa crollare la vostra produttività quando si avvicina la sera: essa è dovuta ad un prolungato stato di veglia e dall'abitudine della mente che quando fa buio è il momento di dormire (nonostante i sabato sera fuori), quindi dopo cena svolgere un lavoro di qualsiasi tipo risulta parecchio difficoltoso. Con uberman questo non succederà perché vi site svegliati solo da poche ore, e l'attenzioen rimane alta per tutto il periodo di veglia. Infine, avrete la soddisfazione di non sepaarre più notte e giorno, o un giorno dall'altro. Non dovete fare l'errore di considerare che uberman è una dormita normale ma più corta con qualche sonnellino in mezzo, perché non è affatto così. E' un qualcosa di totalmente diverso, e gli stessi concetti di giorno e notte si ridurranno ad un mero "devo tenere la luce accesa o spenta, posso chiamare i miei amici o devo aspettare altre quattro ore).

Fra le altre cose, adesso potrete tranquillamente vedere l'alba tutti i giorni.

Una volta abituati, il vostro più grande problema è la noia. Difatti rispetto ad un sonno normale l'uberman vi farà guadagnare ben sei ore al giorno, e ammettendo che per la metà di esse lavoriate, vi ritroverete tre ore al giorno delle quali non sapete che fare. E' difatti uno dei prerequisiti per di questo metodo: dovete avere obiettivi chiari e progetti per riempire il tempo, altrimenti abbandonerete subito. Ad esempio, io mi sono messo a scrivere questo blog! Inoltre non sarà più un problema alzarvi presto se dovete fare qualcosa di particolare, seplicemente perché presto e tardi in questo caso perdono completamente di significato.

Con questo ho finito. Personalmente dopo tre settimane di uberman sono tornato al più permissivo everyman: sta quindi a oguno di voi di decidere cosa fare, se preferisce una veglia molto prolungata o una maggiore flessibilità. Quello che è certo è che qualsiasi cosa facciate, il sonno polifasico è la risposta al problema del poco tempo a disposizione.

lunedì 24 maggio 2010

Addormentarsi velocemente

La società moderna è veramente una bella cosa: negli ultimi 100 anni la qualità oggettiva della vita si è impennata a dismisura grazie alla tecnologia e alle invenzioni dell'ultimo secolo, ma una in particolare non è proprio il massimo: i ritmi. Molto, troppo veloci, che causano spesso veramente moltissimo stress.

Lo stress può causare vari problemi, e per questo è necessario imparare a controllarlo.

Quest'oggi parlerò di come addormentarsi più velocemente. Questi consigli saranno di grandissimo aiuto per chi soffre di insonnia anche lieve, ma tutti quelli che praticano il sonno monofasico (ovvero dormono di notte e stanno svegli di giorno) potranno beneficiarne. Per una migliore esposizione elencherò prima i consigli che vanno applicati prima di andare a dormire, per seguire una specie di ordine cronologico.

1 - Evitate l'esercizio fisico. Durante le 3 ore precedenti il sonno, è consigliabile cercare di rilassarsi o comunque evitare sforzi fisici troppo intensi. Come potete immaginare durante l'attività motoria il corpo velocizza il suo metabolismo, ovvero il contrario di quello che deve fare per dormire.

2 - Evitate lo stress. Già, è più facile a dirsi che a farsi! Ma qualsiasi attività mentalmente poco rilassante è da evitare. Qundi la sera è il caso di non parlare di politica!

3 - Fate qualcosa di noioso. Se siete impegnati in qualcosa che vi piace o trovare divertente, difficilmente sarete nello stato adatto per addormentarvi entro pochi minuti. Se invece fate compiti ripetitivi, la noia farà sporaggiungere il sonno.

4 - Un bagno è l'ideale. Come vuole il luogo comune, è una cosa molto rilassante. Evitate invece la doccia, che ha l'effetto opposto.

5 - Niente caffè. Almeno per tre ore prima di dormire, meglio quattro. Dite di essere immuni ai suoi effetti? Buon per voi: evitatelo lo stesso.

Prepararsi a dormire può sembrare strano, ma è certamente molto utile.

6- Usate la camera da letto solo per dormire. Spostate qualsiasi altra attività al di fuori delle quattro mura della stanza: in questo modo il cervello ci metterà poco a capire che quando si entra, lo si fa per dormire. Ed entrerà subito nello stato più adatto. Se per diverse ragioni non vi è possibile farlo, quanto meno salvate il salvabile ed evitate assolutamente di usare il letto.

7 - Il silenzio è d'oro! Così come recita il proverbio, una stanza completamente silenzionsa è la chiave per dormire bene. Anche se siete abituati ad un certo tipo di rumore, è meglio eliminarlo. Se proprio soffrite di insonnia grave dovreste seriamente pensare ad insonorizzare la stanza dalle fonti sonore esterne con dei pannelli fonoassorbenti, oppure comprare un emettitore di onde sonore "bianche": è un semplice strumento che emette dei suoni che distraggono la mente conscia dalle altre fonti sonore, aiutandovi a dormire. In Italia non sono molto diffusi, ma all'estero si trovano a partire da 60€ circa.
Se invece  c'è un suono che vi è assoultamente necessario per dormire, allora per il vostro benessere è imperativo eliminarlo il prima possibile. E poi pensateci: se dovete dormire in hotel o da qualche altra parte, come fareste?

8 - L'oscurità è importante. La luce stimola il nervo ottico, il nervo ottico invia impulsi al cervello, il cervello elabora gli impulsi. Sono tutte attività che di certo non fanno bene al rilassamento, quindi l'oscurità più totale deve essere un vostro obiettivo.

9 - Un buon materasso fa la differenza. E' normale non riuscire a dormire bene se il materasso non è di vostro gradimento. Se è troppo vecchio o malandato cambiatelo, stessa cosa (naturalmente) se vi sentite scomodi o avete dei dolori alla schiena la mattina successiva; stessa cosa vale per il cuscino: non deve essere troppo alto né troppo basso, e meglio se abbastanza duro (così come il materasso - certo non così duro da essere scomodo). Non serviranno le tanto pubblicizzate "doghe in legno piegate a vapore", ma un acquisto ponderato saranno sicuramente un investimento molto utile.

 Quest'uomo non ha certamente probemi di insonnia.

10 - Rilassate la mandibola. Se ci pensate, il muscolo della mandibola è sempre in tensione per combattere la gravità e tenere la bocca chiusa. Rilassatela aprendo leggermente la bocca, molte persone riescono a rilassasrsi più velocemente così. Lo stesso vale, naturalmente, per tutti gli altri muscoli del corpo.

11 - Non contate le pecore. Lo dice la nonna, ma è una cosa sbagliatissima da fare: fa passare il tempo più velocemente quindi può sembrare di addormentarsi prima, ma contare è un'attività parecchio difficile per il cervello che di certo non lo aiuterà nel compito.

12 - Alzatevi sempre alla stessa ora. Anche durante le ferie o nei fine settimana, se avete problemi riguardanti il sonno non cedete alla tentazione di dormire più a lungo solo perché potete. Il vostro orologio biologico ha evidentemente bisogno di stabilità, e svegliarsi sempre alla stessa ora vi permetterà di acquistare una certa regolarità in poco tempo.

13 - Andate a dormire quando siete stanchi. Non prima e nemmeno dopo. Se seguite anche il consiglio numero 12 qui sopra, presto troverete il vostro ritmo e scoprirete anche quante ore il vostro coropo ha bisogno di dormire.

14 - Se proprio non ce la fate, è inutile provare. Se state per mezz'ora nel letto e ancora il sonno non sopraggiunge, è inutile tentare ancora. Alzatevi e fate qualcos'altro: leggete un libro o una rivista, guardate la TV, dedicatevi al vostro hobby preferito, e dopo un po' di tempo tornate a letto. Come detto prima, evitate qualsiasi attività fisica.

Quando si dice dormire come un bambino...

Quattordici consigli: alcuni probabilmente già li sapete, altri no. Come ho detto sono pensati soprattutto per chi ha delle difficoltà in questo settore, ma se volete comunque provarli spero vi possano risultare utili!

sabato 15 maggio 2010

Dormire di meno: il sonno polifasico

Sono veramente tante le persone che per un motivo o per l'altro sono veramente impegnate per tutta la durata del giorno, e difficilmente riescono a trovare del tempo per rilassarsi e praticare i propri hobby. Purtroppo, come si dice iin giro, è questo il ritmo della vita nel XXI secolo. Bisogna quindi cercare di ingegnarsi per trovare delle soluzioni alternative al problema della mancanza del tempo.

Il troppo stress di certo non fa bene alla salute.

Basta pensarci un attimo per intravedere la soluzione del problema: qual è l'attività non produttiva che ci porta via la maggior parte del tempo? Esatto, è proprio il sonno! In media la quantità ideale di riposo per una persona adulta è di otto ore (anche se non è un dato fisso, oscilla fra le sei e le dieci ore a seconda delle persone), veramente tantissimo se ci pensate: ben un terzo dell'intera giornata. Ma come riuscire a dormire di meno senza poi essere in deficit di sonno? La risposta è: il metodo polifasico!

Attività mentale durante una notte di riposo di otto ore circa.

Qui sopra potete vedere un grafico che mostra l'attività celebrale durante un sonno di tipo normale. Si divide in sostanza in tre parti: sonno leggero (stadio 1 e 2), sonno profondo (stadio 3 e 4) e infine fase REM. Ora, ecco un segreto: secondo degli studi scientifici, al cervello umano serve solo la fase REM per risposare, ovvero nel grafigo quella con le tacche più basse. Tutte le altre fasi sono assolutamente inutili, una perdita di tempo. Quindi il concetto è semplice: il sonno polifasico serve per indurre il cervello a favorire la fase REM a discapito di tutte le altre.

Questo si può fare semplicemente sfruttando la grande capacità della nostra mente di adattarsi a condizioni diverse: se togliamo ore di sonno forzatamente, l'adattamento sarà istantaneo. Il problema è che la "memoria" interna del cervello non funziona così a lungo raggio, e dormire cinque ore invece che otto ore non cambierà il ciclo del sonno: non faremo altro che sentirci più stanchi.

Quello che invece serve è ridurre al minimo indispensabile la fase di sonno: venti minuti. Se il cervello sa di dover dormire così poco allora farà iniziare la fase REM appena addormentati, e noi intelligentemente punteremo la sveglia proprio quando essa finirà (la sua durata non è mai superiore ai quindici minuti). Con questo metodo, in soli venti minuti vi sarete riposati come l'equivalente di un'ora e mezza di sonno normale! Ma come avrete immaginato, questo vi costringerà a dormire più volte durante il giorno. Ci sono varie tecniche che spiegerò nei post futuri, ma per ora mi limiterò ad illustrare quella che uso io: la così detta Everyman.

Dormire con il metodo "Everyman".

Come si può facilmente intuire dal grafico, si tratta in sostanza di dividere il sonno in quattro fasi equidistanziate: una parte principale della durata di tre ore più altre tre da venti minuti. Generalmente viene suggerito di dormire dall'1alle 4 di notte, e i tre riposini alle 9 di mattina, 3 di pomeriggio e 9 di sera. Sentitevi liberi di modificare a piacimento questi orari, ma ricordate di tenerli sempre equdistanziati (al massimo potete anticipare o ritardare una singola fase di sonno di un'ora). Il corpo umano ci mette circa due settimane ad abituarsi al nuovo metodo: durante questo primo periodo potrete sentirvi leggermente più stanchi del solito, ma non è nulla di insopportabile. Se quando vi alzate alle 4 di mattina siete troppo stanchi per fare qualsiasi cosa, allora significa che il vostro ciclo è un po' diverso. Nessun problema, aggiungete mezz'ora di sonno (quindi o andate a dormire a mezzanotte e mezza, o vi alzate alle quattro e mezza) e la stanchezza scomparirà.

Personalmente dormo da mezzanotte e mezza alle 4, e riposo alle 8:30, 14:30 e 20:30. Sono felicissimo di questo metodo e mi permette di dedicarmi molto di più alle mie passioni. Inoltre, essere il primo ad entrare nel panificio quando apre ogni giorno non ha prezzo! :)

Il metodo everyman è stato creato per essere accessibile: non è il più efficace di tutti, ma le tre ore notturne permettono di ridurre al minimo i minuti di sonno durante il giorno. Inoltre, questo rende la tecnica parecchio più flessibile delle altre. Se voi siete fra i pochi fortunati che possono adattare la vita alle loro esigenze, continuate a seguire il blog: in futuro vi parlerò del metodo che usava Leonardo da Vinci per dormire solo due ore al giorno!

sabato 8 maggio 2010

Come simulare un'esperienza extracorporea

Talvolta nello studio della mente ci si trova di fronte a cose che vengono catalogate come "fantascienza" o roba simile. Invece anche l'improbabile è a portata di mano: ce lo dimostra questo semplice metodo, che insegna come simulare un'esperienza extracorporea (detta anche OBE), ovvero la sensazione che la propria anima esca dal corpo fisico. In questo caso sarà la levitazione l'esperienza più comune, ma non certo l'unica.

 
L'esperienza extracorporea può essere fantastica, ma fate attenzione alle precauzioni.

Per quanto riguarda disciplina ci sono moltissime correnti di pensiero differenti: da chi pensa sia una prova dell'esistenza dell'anima a chi li relega a semplici immagini mentali (un po' come i sogni). Personalmente propendo per la seconda ipotesi, ma starà ad ognuno di voi decidere dopo avere provato. Eccovi quindi una mini-guida su come iniziare.

 Correre è un ottimo modo per prepararsi ad un'esperienza extracorporea.

1 - Creare le condizioni adatte. Il momento migliore della giornata per sperimentare una OBE è a notte fonda. Durante il giorno fate molto esercizio fisico e in ogni caso stancatevi il più possibile, questo renderà più semplice e veloce il "passaggio". Secondariamente, evitate di mangiare troppo soprattutto nelle quattro ore che precedono l'ora prestabilita per iniziare l'esperimento.

 La tranquillità della notte permette un miglior rilassamento.

2 - Andate a dormire. Per questo molti considerano l'OBE una specie di sogno: dovrete difatti dormire (o quasi). Iniziate assicurandovi di isolarvi completamente da qualsiasi rumore ambientale: vietate sveglie che ticchettano, cani che abbiano, computer accesi in stanza; anche avere di fianco a sé un'altra persona può essere fonte di distrazione. Per lo stasso motivo è caldamente consigliato sprofondare nel buio più totale: se avete una sveglia digitale giratela o copritela, e fate la stessa cosa per le altre fonti luminose anche piccole (ad esempio i LED della televisione). Evitate in particolar modo le luci blu o verdi, che secondo recenti studi distraggono maggiormente. Stendetevi sul letto in una posizione per voi comoda, possibilmente supini con braccia distese lungo il corpo, e fate dei respiri profondi. Perfetto, stiamo per iniziare.

 Sono in molti a dire che l'esperienza extracorporea non è altro che un sogno.

3 - Aspettate che sopraggiunga il sonno. Restate assolutamente immobili. Qualsiasi muscono del vostro corpo, fino al più piccolo ed insignificante, deve restare fermo e rilassato il più possibile; se volete "uscire" dal corpo dovete evitare qualsiasi stimolo interno o esterno. Se avete seguito il consiglio del punto 1 adesso non ci vorrà molto prima che sentiate il torpore assalirvi. Prima che vi addormentiate dovete concentrarvi ed evitare che questo accada. Fate il possibile per restare svegli, restando però completamente immobili e rilassati con i muscoli. Concentratevi su questo pensiero: "adesso voglio avere un'esperienza extracorporea" e continuate a riptervelo nella testa. Se iniziate a penare a qualcos'altro, tornate il prima possibile sulla retta via. Concentrarsi su questo aspetto renderà inoltre più difficile addormentarsi, visto che la mente sarà ancora in piena attività conscia.

 Allucinazioni di questo tipo non sono rare, quindi preparatevi.

4 - E' meglio prendere alcune precauzioni mentali. Come avrete intuito, quello che state per provare è qualcosa di estremamente lontano a quello che la gente sperimenta di solito. Questo significa che state andando verso l'ignoto, e ci saranno alcune cose che potrebbero spaventarvi. Pensate a questo: nulla di quello che sta succedendo può in qualche modo essere pericoloso per voi. La maggior parte delle persone (ma non tutte) sperimentano appena prima dell'esperienza una paralisi corporea totale: non riuscirete più a muovere nessun muscolo e sarete completamente paralizzati. Non vi preoccupate: questa è una difesa del vostro corpo che si "spegne" durante il sonno per evitare di ferirsi con movimenti involontari. Succede ogni notte, solo che di solito state dormendo quando avviene. Molto bene, significa che siete vicini. Preparatevi adesso ad una serie di allucinazioni: possono essere visive (di solito sono delle semplici macchie colorate), ma potrete anche sentire dei suoni o provare sensazioni di levitazione o, al contrario, di sprofondare nel materasso. State tranquilli e non combattetele, di solito durano da pochi secondi ad un paio di minuti.

5 - Iniziate la vostra esperienza. Adesso sarete pronti ad alzarvi dal letto (o levitare via da esso, come preferite) e ad iniziare la vostra esperienza extracorporea. Vi sentirete totalmente fuori dal corpo e probabilmente sarete anche in grado di controllare i vostri movimenti. Attenzione: questa è anche una delle tecniche con le quali si può sperimentare il sogno lucido (del quale parlerò più avanti), quindi potreste alternativamente trovarvi in uno di questi. Potreste inoltre svegliarvi repentinamente e pensare che il tentativo sia fallito. Non è detto: capita infatti molto spesso il "falso risveglio", ovvero sognare di svegliarsi, ma sarete ancora addormentati! Per testare se quella in cui siete è la realtà o ancora un sogno, contate le vostre dita: se sono cinque per mano siete svegli, se sono in numero diverso (o variabile che cambia ogni qualche secondo) siete logicamente in un sogno lucido.


Ed ecco fatto, una guida pratica e passo passo per la vostra prima esperienza extracorporea. Questo non è l'unico metodo e negli anni sono stati scritti interi libri su quello che vi ho appena riassunto, quindi state certi che non mancherò di ritornare sull'argomento nelle prossime settimane.